Ora, vi racconto cos'è successo.
Nel pomeriggio ero in salotto a farmi gli affari miei come sempre, mia madre mi ha chiesto se per merenda volevo qualcosa, dato che insisteva le ho detto di farmi un po' di thè.
Come al solito mio padre si è seduto a tavola, con le sue brioche ripiene di cioccolato e i suoi dolci super diabetici, e ha iniziato a mangiare. Lola dov'era? Li vicino ovviamente.
Sono andato in cucina per vedere cos'accadeva, proprio mentre arrivo vedo Lola masticare.
Le apro subito la bocca e trovo un pezzo di biscotto.
E' da maggio che lotto e parlo con i miei genitori di questa questione, Lola tra un po' di anni potrebbe rischiarci la vita, o sicuramente la salute. Lola è il mio cane e lo educo come voglio io.
Non capiscono che lo faccio per lei, per loro io non voglio bene a Lola.
Ci risiamo. Ancora alle solite, non lo capiranno mai.
Sempre a dare a quel povero cagnone schifezze e dolci.
Me ne stavo andando in camera, ma poi ho pensato di girarmi e dirgli ciò che pensavo, non gliela volevo lasciar passare, anche se ormai non ho più speranze per questa cosa.
Mi giro, e mio padre sta dando a Lola un'altro pezzo di biscotto.
Adesso ero al limite. Oltre che per la salute di Lola, mi stava proprio prendendo per il culo.
Sono scattato e mio padre mi ha detto:
"L'ho fatto apposta a darle il biscotto, sapendo che mi vedevi. E' assurdo incazzarsi perché do' ad un cane un pezzo di biscotto", dicendolo ridacchiando e ovviamente in modo incapibile.
Prima di tutto è il mio cane, poi ovvio che m'incazzo.
Ma ancora lo devi capire, che non devi dare nulla a quel cane?
Poi, ah bravo, se l'hai fatto apposta fa capire quanto sei ancora più ignorante.
Ho detto ad entrambi che non vogliono bene a Lola e son fuggito in camera.
Mia madre è arrivata subito, gridandomi contro che lei non centrava.
No cara mamma, io di te, almeno su questa questione mi fidavo, pensavo mi aiutavi, invece sei complice del padre coglione e non aiuti Lola.
Le ho detto che lei era complice, si è incazzata ed è intervenuto mio padre.
Mio padre non sa fare un discorso, davvero è pieno d'ignoranza quell'uomo e non sa quel che dice.
Ha iniziato a dire, che sono malato, che non capisco niente e che dovrei farmi curare.
Ora, immaginatevi quant'è bello sentirsi dire dal proprio padre queste cose.
Gli ho chiesto gentilmente e senza perdere la calma di andare fuori da camera mia.
Lui, ha detto che questa è casa sua, e di non fare il bullo o mi toglieva il Mac.
Io mi son messo a ridere, gli ho detto di portarmi via il Mac, che non c'è confronto con Lola, anzi di farlo subito che non era un problema. Poi gli ho detto di accamparsi pure in camera mia, che intanto non gli avrei risposto.
Mentre me ne stavo tra i miei pensieri mio padre mi parlava arrabbiato, era li a mezz'ora metro, quindi sentivo tutto anche se avrei voluto sparire in quel momento.
Ha ribadito che sono malato, mi ha chiesto pure se voglio far prendere parte della mia malattia al cane.
Mi ha detto che parte della mia malattia è il vegetarianismo.
Gli sarei saltato addosso, ma prima di tutto, do io a Lola 40 gr di carne e 200 gr di crocchette miste al giorno come deciso dalla veterinaria, secondo te la voglio far diventar vegetariana?
Ma quanto sei ignorante padre?
Mi ha fatto esempi di persone del mio paese che sono impazzite e che poi si sono uccise.
Mi ha chiesto se sto cercando di diventare come loro.
Ha ripetuto i concetti sulla dieta di Lola che mi ripete da maggio, che son banali e davvero senza senso.
Ha detto che fortunatamente almeno il primo figlio è uscito bene.
Intanto alla porta c'era mia madre che diceva che gli do colpe senza motivo.
In questo caos più totale ho preso il minimo indispensabile e me ne sono andato.
Prima ho fatto un giro, me ne sono stato in un parco isolato a piangere.
Poi mi ha ospitato mia cugina, lei mi ha fatto ridere e mi ha ascoltato.
Nel frattempo mi ha chiamato anche Cinzia, allora mia cugina si è fatta la doccia mentre io parlavo con lei, mi son sfogato ho pianto e lei mi ha sostenuto e aiutato, come sempre.
Alle 20.30 mi è venuto a prendere Angelo, il marito di Mirella.
Mirella è come una seconda mamma, ha circa cinquant'anni, è volontaria al canile e sa praticamente tutta la mia vita, mi ha sempre aiutato nei momenti di bisogno.
E' una delle persone più belle che esistano, ma il destino è stato molto crudele con lei.
Vorrei davvero tanto essere suo figlio.
Sono stato da lei, mi son sfogato ancora, poi mi ha offerto una birra ed abbiamo concordato che sarei rimasto da lei a dormire. Adoro quelle persone, sono la famiglia che avrei sempre voluto.
Circa a mezzanotte mi hanno chiamato i miei, infuriati.
Erano appena tornati dal supermercato e dal McDonalds e forse si sono accorti che non ero a casa.
Mi han detto dove ero, quando tornavo in modo davvero cattivo.
Io gli ho risposto che stavo bene e che sarei stato fuori a dormire.
Hanno iniziato a chiedermi dove e vedendo che non gli rispondevo, hanno iniziato ad incazzarsi di più.
Mi han detto che mi avrebbero denunciato e che appena sarei arrivato a casa sarebbe successo il "fini mondo". Non volevo veder le loro facce di merda, ma non volevo nemmeno mettere nella merda Angelo e Mirella nel caso fosse successo qualcosa.
Quindi Angelo, disponibile come sempre, mi ha accompagnato vicino a casa.
Ho aspettato due minuti e sono entrato.
Non li ho salutati ovviamente, loro nemmeno.
Sono andato in camera e mi son buttato sul letto, poco dopo mi sono addormentato.
Questa mattina non ci siamo ancora rivolti la parola, io ho detto solo che vado a mangiare da mia cugina e che sto a fare i compiti da lei.
Io non so più cosa provo per i miei genitori, li vedo solo come qualcosa che ci mette in vita e che ci cresce per il primo periodo nella nostra vita.
Sentirmi dire quelle cose da mio padre, ha cambiato radicalmente il rapporto.
Ora, farò quel che voglio, anche tatuaggi e piercing, come loro fanno con Lola, e con i miei sentimenti.
Sicuramente, questa di andarmene di casa, la vedono come una bambinata.
Io davvero non volevo vedere le loro facce, in quei momenti sarei esploso.
Colpo dopo colpo ho assorbito tutto, finché ieri sono esploso.
A che serve questa vita?
Per ora non ho più nulla da dire.
Ora vado da mia cugina e ci chiuderemo un po' nel nostro paese delle meraviglie.

Sapevo che fosse successo qualcosa di grave, ma non immaginavo tutto questo.
RispondiEliminaNon ci sono parole per dire quello che penso, rischierei di essere troppo cattiva.
Tuo papà mi stupisce sempre di più, sono davvero basita di fronte a questo suo comportamento.
Mi dispiace per tutto quello che stai subendo ingiustamente, ma vedrai che presto te ne andrai da quella casa e inizierai a vivere davvero.
Per qualunque cosa ci sono, lo sai.
Ti abbraccio