Vaffanculo.
Non ne posso più.
Beh, parto dicendo che il giorno dopo che ho aggiornato il blog sono andato da Ruben a Torino.
Ho passato le vacanze del periodo natalizio più belle dalla mia vita.
Sono stati undici giorni a dir poco fantastici, li ricordo uno ad uno.
Ogni giorno avevo un sorriso sempre più sicuro e sempre più sincero.
Tutto era fantastico, non c'erano pensieri negativi per la testa, stavo con la persona che amo ed ero davvero felice, non avrei mai pensato di passare un periodo così bello.
Penso che in questo caso, potrei usare la parola perfezione, perché sih, era tutto perfetto.
Tutti i pensieri negativi, tutta l'agitazione, tutte le preoccupazioni, erano svanite.
Era un sogno e per mia grande sfortuna, non ho ancora realizzato che mi sono svegliato.
Già negli ultimi giorni, quando da Torino ci siamo spostati a casa mia, non riuscivo a trattenere le lacrime. Spesso andavo in bagno e piangevo, non volevo che tutto questo finisse e ritornasse la routine.
Non volevo separarmi da Ruben, non volevo ritornare a scuola, non volevo avere stress e preoccupazioni. No, volevo rimanere in quella tranquillità e in quella felicità, per sempre.
Ma, il tempo non si può fermare.
Ed eccoci lì, stazione di Milano Centrale, dove iniziò tutto.
E' stato come un tuffo nel passato, che mi ha riportato a quel fantastico due novembre.
Io e Ruben ripercorriamo gli stessi passi, ma questa volta abbiamo le valigie.
Ci avviciniamo alle panchine dov'eravamo stati seduti quel giorno, questa volta è sera, c'è buio e piove.
Non riesco a trattenere le lacrime. Troppi ricordi e troppi pensieri.
Vedevo tutto ciò che avevamo provato in quei primi giorni e tutto ciò che eravamo diventati ora.
Una breve visita, ma davvero utile e significativa.
Sono le 18.00 ormai, entrambi abbiamo il treno. Sih, ma questa volta un treno che ci divide.
Un ultimo saluto, ci baciamo e mi prendo la sua kefia.
La kefia che ormai non riesco più a togliere, la kefia che ha il suo odore, la kefia che vedevo al suo collo, quella che sta assorbendo le mie lacrime in questo momento.
Sono sul treno che mi porta a casa. Mi sento vuoto e non riesco a smettere di piangere.
Will you come home and stop this pain tonight?
Senza Ruben accanto, mi sentivo perennemente vuoto, ma il peggio doveva ancora arrivare.
In quelle notti, non sono riuscito a dormire ed ero davvero malinconico, per la conclusione del periodo natalizio. Il giorno dopo sarebbe iniziata nuovamente la scuola.
Ormai, dopo undici giorni passati in questo modo, non pensavo nemmeno più agli attacchi di panico.
Grazie a Ruben, l'ansia era scomparsa lasciando spazio al sorriso. Ma le cose cambiarono.
Appena sono ritornato a scuola, mi sono accorto di non riuscire più a seguire e ad essere partecipe come prima. Mi chiudevo in me stesso, ero apatico, non intervenivo e non riuscivo a seguire la lezione.
Forse, gran parte di queste sono solo paranoie e sintomo della stanchezza, ma io in certi momenti ho davvero paura che io possa avere qualche danno a livello cerebrale .
Settimana scorsa è stata la settimana scolastica più terribile della mia vita.
L'ansia, l'apatia e gli attacchi di panico erano all'ordine del giorno. Ormai mi sentivo perso.
Giovedì, molto impulsivamente ho deciso assieme a Ruben, che il venerdì dopo scuola sarei partito per Torino e avrei passato il week-end da lui. Ero sicuro che con Ruben accanto sarebbe passato tutto.
And after all, you're my wonderwall.
I miei non erano pienamente d'accordo sull'andare a Torino, ma non fecero molte storie e mi lasciarono.
Quel venerdì a scuola è stato davvero un incubo e il viaggio in treno ancora peggio.
Non ne voglio parlare, dato che ho solo brutti ricordi di quel lasso di tempo, alla fine però sarei arrivato da Ruben, ed era quello che volevo e che contava.
Ruben mi è venuto a prendere a Torino e poi ci siamo diretti a casa sua.
All'inizio, tutto sembrava andare bene, mi ero ripreso, stavo finalmente bene e il peggio era passato.
Il giorno dopo, mi resi conto che avevo ancora le stesse ansie e le stesse paure.
In breve; abbiamo passato il week-end a casa, ho pianto tantissimo, avevo quasi sempre l'ansia e quindi non riuscivo ne ad essere completamente felice, ne a sfruttare al meglio quei momenti.
Non riuscivo ad impedirlo, l'agitazione e l'ansia erano più forti di me.
Mi sono sentito un peso enorme, forse sarebbe stato meglio starmene a casa.
Ruben mi ha ascoltato, consolato ed aiutato. Mi sono sentito davvero al riparo con lui accanto.
Forse gli ho rovinato il fine settimana, ma io avevo proprio la necessità di averlo vicino.
Senza nemmeno accorgermene, era già domenica ed io ero sul treno per il ritorno.
And in the night we will wish this never ends.
Ma domenica non era finirà e infatti successe un'altra cosa, che cambiò totalmente le carte in gioco.
Durante la notte, mi prese un improvviso attacco di panico.
Stavo davvero male e quindi ho chiamato Ruben, abbiamo parlato al telefono per un po' ed io non riuscivo a calmarmi e smettere di piangere. Continuavo a pensare al giorno dopo e alla scuola.
Mentre parlavo con Ruben, mia madre è entrata in camera mia, chiedendomi spiegazioni.
Alla fine, le ho spiegato degli attacchi di panico e di ciò che mi stava accadendo in quel periodo.
I miei genitori mi sono stati vicino, anche se ovviamente non riuscivano a capire bene il problema dato che non lo vivono in prima persona, ma sono degli "spettatori".
Sia lunedì che martedì, sono stato a casa.
Ho deciso di fare una visita dal dottore di famiglia.
In realtà, mi ha fatto più male che bene, dato che mi ha prescritto degli antidepressivi che mi sono rifiutato di prendere, visto che erano davvero forti e creavano dipendenza.
Allora ho consultato un'altra dottoressa, molto più brava e disponibile nell'ascoltarmi.
Mi ha dato dei rimedi omeopatici e mi ha consigliato di iniziare a fare delle sedute con uno psicologo.
Inoltre mi ha detto che è sempre a mia disposizione.
Mercoledì sono ritornato a scuola, in confronto alla settimana precedente tutto è andato bene.
Parlando con la mia famiglia, abbiamo deciso che sarebbe stato meglio parlarne con la scuola.
Quindi, giovedì ne ho parlato con la mia prof d'inglese, una delle mie preferite, che è anche la tutor di classe. Lei ha capito il problema, dato che c'è passata pure lei. Mi ha detto che ne avrebbe parlato con gli altri professori e mi avrebbe anche aiutato sul fatto del consultorio per lo psicologo.
Dopo averne parlato con la prof, ho iniziato a stare ancora davvero male, alla fine ho chiamato i miei genitori per venirmi a prendere e senza nemmeno realizzare cosa fosse successo mi son ritrovato nel mio letto a piangere. Ieri pomeriggio ho riposato un po', poi nella serata avevo un appuntamento molto importante per me, con la mia tatuatrice. All'inizio non ero sicuro d'andarci, ma alla fine ci sono andato.
Oggi, se non ci fosse stato Ruben ad incoraggiarmi, probabilmente non sarai nemmeno andato a scuola.
Ho avuto un'altro attacco sul tram, mentre andavo da solo a scuola e se avessi seguito l'istinto, sarei tornato a casa. Ruben, come sempre mi ha incoraggiato ed aiutato ad affrontare quel momento.
Arrivato a scuola, mi ha chiamato subito la prof d'inglese. Mi ha detto che ne aveva parlato con il resto dei professori e che quindi avevo la liberà di uscire per sfogarmi durante la lezione, aveva anche chiamato lo psicologo per delle informazioni e mi aveva lasciato il contatto, inoltre mi ha pure portato dei libri da leggere per tranquillizzarmi e capire che il problema si può combattere e risolvere.
Oggi, anche se non è stata una delle migliori giornate passate a scuola, dato che avevo spesso l'ansia, ho capito che i miei professori mi vogliono davvero bene e sono disposti ad aiutarmi.
Sono comunque felice di esser riuscito ad affrontare la giornata a scuola.
Ora sono qui, ho appena smesso di piangere, mi sento esausto e agitato.
Non ne posso più di essere in questa situazione.
Io non voglio avere questi problemi, io voglio essere il Michael di prima.
Voglio stare bene ed essere completamente felice come ero prima.
Prima che mi venissero questi stupidi attacchi di panico.
L'unica ragione che mi porta avanti è Ruben e la mia storia con lui.
Ho bisogno di Ruben, ho bisogno di averlo qui accanto a me.
Ho bisogno di un suo abbraccio.

Beh hai 17anni giusto? Quindi ti manca solo 1 anno e poi potreste vivere nella stessa città, stringi i denti.
RispondiEliminaQuesti attacchi di panico ti sono venuti dopo la canna a quanto ho capito..ecco perchè non si dovrebbe fumare nemmeno 1 volta, per prova.
La cosa bella è che sei circondato da persone che ti vogliono aiutare...vedrai che con la psicoterapia starai meglio.
Un antidepressivo naturale È il fucus, potresti provarlo, lo vendono in erboiristeria.
Ohi Shin <3 Ho letto il post solamente ora, mi spiace che gli attacchi siano continuati. Purtroppo per questo non posso esserti molto utile, sono ansiosa anche io ma quando in passato ho avuto degli attacchi del genere non sono mai riuscita a capire come ne sono uscita. E' una bella cosa che sia i tuoi che i prof ti siano vicini e ti vogliano tanto bene, hai un appoggio in più <3 So che la mia parola può valer poco ma in caso avessi bisogno di sfogarti contattami pure ogni singola volta che vuoi ok? <3 Posso sempre provare a darti una piccola manina pur io ;)
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